L’alimentazione dei bimbi nei primi anni di vita

bimbi e alimentazione

Le preferenze alimentari di un bambino dipendono da fattori naturali, oltre alle abitudini familiari e alle influenze del mondo esterno. Fin dai primi mesi di vita, il bambino acquisisce una serie di “certezze” alimentari, che iniziano con il gradimento per i cibi dolci, ed è orientato agli alimenti che conosce bene, che gli danno sicurezza. Man mano che cresce dunque acquisisce una resistenza nei confronti dei nuovi alimenti. Tale fenomeno viene chiamato neofobia e pare derivi da adattamenti evolutivi dei nostri antenati, i quali in cerca di cibo si trovavano spesso alle prese con alimenti pericolosi, quali erbe velenose o alimenti deteriorati.

La neofobia è poco presente nei primi due anni di vita del bambino e cresce invece negli anni successivi, quelli della scuola materna soprattutto. Per questo motivo i primi due anni di vita sono fondamentali per abituare il bambino ad assaggiare il maggior numero di alimenti.

Il senso del gusto va allenato

Per dare la possibilità al bambino di arrivare all’età dell’infanzia con un senso del gusto pronto a un buon numero di alimenti, è necessario che papà e mamma si impegnino ad allenare il gusto mettendo a tavola periodicamente alimenti differenti. Se il bambino non ha avuto modo di assaggiarli in precedenza, quando compie il terzo anno di età diventa molto difficile per lui riuscire a integrarli nella sua alimentazione.

Recenti ricerche ci dicono che è meglio introdurre in al più presto e in grande varietà frutta fresca e verdura. Questo proprio perché se sconosciuta al palato di una bambino di due anni, questo tenderà a respingerla proprio per il suo gusto amaro.

Che cosa fare in caso di neofobia

L’errore più grande che i genitori commettono in caso di rifiuto di alcuni alimenti è quello di non riproporli più al bambino. È importante, prima di tutto per la sua salute, che il bambino abbia un’alimentazione molto varia fin dai primi anni di vita. Pertanto in questi casi è bene riproporre l’elemento rifiutato 7-8 volte prima che il bambino lo accetti e lo integri nelle sue preferenze alimentari. Una tecnica molto efficace è quella di far vedere al bambino che mamma, papà ed eventualmente fratelli o sorelle più grandi mangiano quell’alimento, possibilmente esprimendo gradimento. È comunque importante che i genitori interrompano questa pratica nel caso in cui l’ingestione dell’alimento provochi nausea o vomito. Altri consigli sono quelli di non essere insistenti, di non imporre nulla, di non promettere premi o regali in cambio. E soprattutto di consumare i pasti a tavola in un clima sempre sereno.